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La Porta Magica a ROMA

Capitolo -I- del Libro "Conferme in Roma - Martirio"


COMMENTI

Condividiamo paragrafi del primo capitolo sulla Porta Magia sita a Roma.

Analizzando la frase SI SEDES NON IS, che letta da destra a sinistra dice SI NON SEDES IS.

Scritta nella soglia della porta, nel pavimento.

Ovvero: si ti siede non avanzi, e al rovescio: si non ti siede avanzi.

Incitando ad attraversare detto portico, custodito del Dio BES, divinità Egiziana, altro enigma.

Prendiamo, come detto, alcuni paragrafi che spiegano e traducono le frasi tagliate nella porta petrea.


Capitolo 1

La Porta Magica


La storia della Porta Magica, oggi situata in piazza Vittorio Emanuele, con il suo nome ci porta a riflettere e a investigare.

Vediamo alcune disquisizioni in merito alla porta custodita da due guardiani con una strana fisionomia: grassi, bassi, faccia di Daimon, abbondante tessuto adiposo nelle zone veneree, posizione accovacciata come sentendo il peso del corpo o di qualche altra cosa; entreremo in maggiori dettagli tra poco.

Questa porta originariamente apparteneva alla Villa Palombara, del marchese di Pietraforte Massimiliano Palombara.

È curioso sapere che nella campagna romana esiste un piccolo paesino chiamato Palombara, che probabilmente ha una connessione con questo personaggio della storia recente.

Questa zona di Roma oggi conosciuta come Esquilino (uno dei setti colli di Roma), nel secolo XVII era un luogo di sontuose “Ville” che l’aristocrazia insieme ai nobili costruivano per vivere comodamente.

Il caso della Villa Palombara è speciale poichè fu demolita e solo si conserva questa porta che ha una storia accattivante.

La demolizione ci indica che esisteva qualcosa di interessante e forse questo interessante fu sequestrato da corporazioni che oggi ostentano il potere sulle masse.

Il Marchese era un investigatore e uno studioso delle scienze esoteriche che ormai cominciavano a sparire dal dominio pubblico nascondendosi dai profani. Nella sua Villa si realizzavano riunioni segrete al popolo, alle quali partecipavano alchimisti e esoteristi dell’epoca come la famosissima Regina di Svezia: Cristina di Svezia.

Sembrerebbe che appartenessero all’ordine dei Rosacroce.

Nella sua maestosa residenza, Massimiliano aveva il suo salone delle riunioni segrete, oltre ad un laboratorio alchemico. Lì arrivavano astronomi, intellettuali e personaggi misteriosi che si univano nella ricerca della verità.

Gli incontri giravano attorno allo studio dell’Alchimia, risvegliando nei partecipanti la voglia di fabbricare oro.

Racconta la storia che un giovane medico che viveva in Milano chiamato Borri, fu espulso dal Collegio dei Gesuiti, con il pretesto che aveva tendenza verso l’occultismo e l’eresia. Come tutto nella vita le cose accadono per qualche meccanismo che, nella maggioranza dei casi non conosciamo, però accadono.

Forse per il giovane Borri fu la cosa migliore che gli accadde. Quindi arrivando a Roma si unì velocemente al gruppo di Massimiliano presso Villa Palombara.

Raccontano leggende metropolitane che Massimiliano fu il mecenate di Borri nei suoi innumerevoli esperimenti alchemici per conquistare la formula per fabbricare l’oro.

La ricerca della Pietra Filosofale con la quale si può trasmutare il piombo in oro. Chiaramente, per gli studenti gnostici è conosciuto il simbolo, metafora e suppostamente la pratica per giungere a tale scopo.

Però, proseguiamo con il racconto mitico, che ci avvolge in un’area di mistero che ci fa molto bene, risvegliando una voglia di investigazione.

La “Santa Inquisizione” era consapevole delle occulte riunioni e degli esperimenti che il Borri realizzava. Sempre, in tutti i gruppi e associazioni, esistono quelli che si prestano a compiere il ruolo del traditore, è appena normale.

Ci sono due versioni su come sfuggì il giovane ora alchimista e medico. La migliore è la più fantastica, perchè insisto, risveglia in noi alcune volontà connesse alla conoscenza, che è quello che in noi ci spinge a vivere di istante in istante.

Questa fantastica storia racconta che attraverso detta porta, l’alchimista Borri sparì nel nulla, lasciando come testimonianza alcune fibre di oro e le sue pergamene con le annotazioni per poter fabbricare l’oro. Sparì dal mondo, se ne andò in Jinas attraverso la Porta Magica, forse apparve nei paraggi, forse in Palombara dove c’è il Castello dei Savelli.

Forse.

Non perdiamo di vista che l’obiettivo è quello di confermare la dottrina Gnostica nelle vestigia antropologiche e archeologiche di Roma.

La storia può essere discutibile, può esser reale o metà verità e metà mito, però le testimonianze e i fatti ci permettono di accrescere la Fede Cosciente e i geroglifici, diagrammi e testi che citeremo in continuazione, non fanno altro che questo.

Torniamo, la seconda versione, più terra a terra, è che scappò per non essere catturato dagli inquisitori e lasciò a Massimiliano i suoi studi scritti su pergamene, questi studi erano formule e frasi enigmatiche di difficile comprensione, ma di grande valore esoterico.

Così il Marchese decide di incidere l’architrave e, su una delle porte della sua Villa, ha segnato le formule alchemiche per fabbricare l’oro. Non dobbiamo chiarire che noi gnostici contemporanei la conosciamo e che i potenti del mondo ridono di noi. Consideriamo queste risate sarcastiche come un aiuto del cielo, perchè altrimenti cadremmo nelle mani degli interessi mondiali per vedere come si può fabbricare l’oro e così comandare le masse umane e perchè no tutta l’umanità, come lo fanno ora attraverso altri metodi (tecnologia).

Da questo momento possiamo citare alcune testimonianze, la prima è che in tutta la storia, dalla venuta del Gran Kabir, ci furono gruppi di studio della Dottrina Gnostica alla quale abbiamo appartenuto tutti noi in alcuni periodi.

Probabilmente qualcuno che legge queste righe si riuniva segretamente nella Villa Palombara con Cristina di Svezia.

Un’altra testimonianza è che sempre siamo stati perseguitati, dall’inquisizione papale, aberrante però tappa necessaria dell’umanità, fino a oggi. La persecuzione attualmente agisce attraverso i tentacoli dei sistemi mondiali che hanno le loro profonde radici negli inferni del pianeta alimentando creature mostruose che si formano con l’energia vampirizzata della coscienza dell’uomo.

In quell’epoca della storia nera della nostra religione, le persecuzioni erano fisiche, disfacendo le riunioni, i gruppi spirituali, torturando e estorcendo finte confessioni.

In più si demolì la Villa, affinché non rimanessero prove certe della sua storia.

Si disse che la demolizione serviva per realizzare urbanizzazioni in Roma che permettessero comodità cittadine e fu realizzata nel 1883, lì adesso sorge “Piazza Vittorio Emanuele”, con il quartiere chiamato “Rione Esquilino”. Vicino Santa Maria Maggiore c’è l’obelisco Esquilino, e si trovava anche Villa Montalto di proprietà del Papa Sisto V, oggi Termini.

... continua ...

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Il cerchio sopra la porta ha due iscrizioni, la prima in latino dice: TRI SVNT MIRABILIA DEVS ET HOMO MATER ET VIRGO TRINVS ET VNVS, letteralmente significa: “TRE SONO LE COSE MERAVIGLIOSE, DIO E L’UOMO, LA MADRE E LA VERGINE, L’UNO E IL TRINO”.

Questa frase circonda la stella di Salomone.

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Il cerchio (sfera) dove riposa la croce ha un’iscrizione che recita: “CENTRVM IN TRIGONO CENTRI” ossia “IL CENTRO E’ NEL TRIANGOLO DEL CENTRO”.

Il centro è l’incrocio delle forze da cui nasce lo spirito.

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La frase dice: HORTI MAGICI INGRESSVM HESPERIVS CVSTODIT DRACO ET SINE ALCIDE COLCHICAS DELICIAS NON CVSTASSET ISON, che tradotto dice: “IL DRAGO DELLE ESPERIDI CUSTODISCE L’INGRESSO DEL GIARDINO MAGICO E, SENZA ERCOLE, GIASONE NON AVREBBE PROVATO LE DELIZIE DELLA COLCHIDE”.


LINK al libro CONFERME in ROMA - MARTIRIO


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